sarò banale "la mia vita"
una giornata particolare
mercoledì 1 febbraio 2012
domenica 29 gennaio 2012
nella liberta' della campagna
Non avendo foto di mia mamma mondina ne ho scaricato una dal web che fa capire quante giovani donne stando con le gambe a bagno dall'alba al tramonto mondavano il riso , ecco perchè del nome , in sostanza mondare significa togliere le erbacce e le piante indesiderate intorno alla piantina di riso per farla crescere al meglio .
Qui' sotto c'è la casona dove sono vissuta per 6 anni coi cugini , ora è un agroturismo , alla struttura principale è stato aggiunto la depandance dove ora c'è il ristorante , per il resto la casa fuori è tale e quale .
Comunque col trasferiemento alla Tarlazza finirono le discussioni col nonno , andavamo a trovarlo quando mio padre non c'era , non si parlarono piu' mio nonno aveva torto e questo fu riconosciuto da mia mamma .
Per il resto la libertà fu la mia compagna , mia e dei miei cugini .
Una libertà che mi fece crescere anche molto timida e schiva al contatto col mondo esterno, quando vedevo miei compagni di scuola non salutavo e abbassavo la testa .
La cultura della famiglia era bassissima
Mia zia Argia era analfabeta , il nonno e la nonna pure con differenza pero' mio nonno riusciva a leggere piccole cose sul giornale la zia e la nonna quando dovevano fare una firma facevano una croce con l'assistenza di testimoni , ricordo che ridevamo molto sul fatto .
Mia madre aveva fatto fino alla terza elementare era nata a Pieve di rivoschio un paesino sopra a meldola prov. di Forlì un paesino sopra un greppio , per raggiungere la scuola occorreva fare molta strada a piedi , poi arrivata a scuola occorreva accendere la stufa , nei ricordi di mia mamma c'è tutto il freddo patito , la maestra era molto dura l'educazione era severa le punizioni corporali, chi sbagliava veniva messo in ginocchio col frumento sotto le ginocchia , fino a sanguinare oppure botte sulle nocche delle mani col righello . Da quello che sono riuscita a ricordare dai racconti che erano i piu' discoli a essere puniti . Ai piedi mia mamma portava degli zoccoli che metteva ai piedi solo nell'entrata in scuola oppure alla domenica andando alla messa prima di entrare in chiesa , per il resto si stava scalzi i piedi gonfi e pieni di geloni .Mia mamma Giulia amava molto la scuola il nonno pero' contrastava, le imponeva quando tornava a casa di fare tutti i lavori che non aveva fatto al mattino , per i compiti alla notte con la luce di una candela.
Mamma ha resistito tre anni era una bambina curiosa di sapere ma poi il nonno ha detto basta e il lavoro dei campi o l'accudimento del bestiame è stata la sua scuola .
Mia mamma era una bella ragazza corteggiata, lei si comprava il rossetto di nascosto , quando riusciva a scappare dai lavori dei campi si metteva un vestitito nero con collettino bianco che le donava molto e scappava in paese a ballare , mettendo il rossetto fuori di casa , il nonno non le dava tregua , si racconta che un giorno mia nonna le avesse dato pochi spiccioli per uscire il nonno li prese li butto' nel cammino dove non li trovarono piu' , nonostante tutto questo mia mamma ha avuto sempre grande rispetto dei genitori li ha accompagnati con dedizione per tutta la vita, tanto che loro stessi volevano stare solo con mia mamma.
La sorella di mia mamma Argia era una donna malaticcia soffriva di una grave forma di psioriasi , il suo corpo era coperto da squame , noi bambini nelle serate d'inverno l'aiutavamo a liberarsi delle croste che le ricoprivano tutto il corpo compresa la testa , nonostante questo ha fatto 6 figli ed un numero imprecisato di aborti , aborti procurati da donnacce che facevano questo mestiere, quando mia mamma raccontava a mio padre o ad amiche, io che ero sempre con le orecchie dritte sentivo di aborti ,con feti che nascevano ancora vitali , mia madre ovviamente assisteva insieme al marito .
Il marito di mia zia definito da mia madre un" porco " aveva passato la sua vita a lavorare poco mettere incinta la moglie ed altre cose che raccontero' piu' avanti .
Nella casona per noi bambini la vita scorreva serena , senza dimenticare l'incidente di mio cugino Giancarlo , intanto un giorno a casa arrivo' un fornello bianco a tre fuochi che fece esclamare a mia mamma " ora non ho piu' nulla da fare" capisco bene il sollievo fino a quel momento anche solo per riscaldare un caffè ci voleva il fuoco nella stufa, d'inverno andava ancora bene , ma d'estate col caldo era un incubo , ora bastava avere una bombola accendere il fuco e lì si bolliva il sugo, il brodo intanto mia mamma poteva didicarsi a quello che amava di piu' .
La sua passione era la lettura , che non erano i libri ma erano i giornali che andava di gran moda allora "Sogno , Grand Hotel , Intimità " e altri che non ricordo , non essendoci altri divertimenti pure io ho incominciato a leggere presto , probabilmente non adatti per una bambina , ma erano storie illustrate dove c'era amore e tradimenti se paragonati alla TV dei giorni nostri era una cosa per educande , poi mia mamma raccontava le storie alla sorella che non sapendo leggere viveva dei racconti della mamma , la zia voleva sempre essere aggionata sulle storie, molti degli attori che sono diventati famosi erano partiti coi fotoromanzi , Sofia Loren , Maik Bongiorno, Marcello Mastroianni , erano racconti strappalacrime, .
Questa abitudine di mia mamma in seguito ha avuto i suoi frutti perchè negli anni sono diventata una accanita lettrice
domenica 22 gennaio 2012
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