La mia mamma alla quale cresceva la pancia , non piaceva a mio nonno, in piu' il mio papa' che era un uomo del Sud . non era esattaente una gioia per un romagnolo, incolto mio nonno autoritario , poverissimo, mezzadro da un padrone che gli portava via tutto. Mio nonno aveva avuto otto figli di cui quattro morti in tenera età , ogni volta che moriva una giulia , ne facevano un'altra sempre di nome giulia , una argia un'altra con lo stesso nome e via di seguito, il nonno era un despota , ha sposato la nonna dopo la nascita del secondo figlio , prima l'ha portata a casa a servire i suoi numerosi fratelli, lei che viveva con la seconda moglie del padre perchè la prima era morta dopo la nascita di un certo numero di figli era abituata ad obbidire e servire .
Dai racconti non mi è mai parso che il nonno amasse la moglie semplicemente si era portato a casa una serva mentre lui aveva altre donne, lavorava, poi alla sera andava all'osteria a bersi parte del guadagno.
Mia Nonna era una donnina piccola di carnagione scura teneva i capelli raccolti alla nuca come usava allora , vecchia anzitempo , quando sono nata aveva 46 anni ma era già una vecchia .
Comunque mio padre e mia madre che si chiamavano francesco chiamato Franco e che a Minori sulla Costiera chiamavano Ciccio, e mia madre Giulia , visto il clima di casa decisero di sposarsi , La nonna nel frattempo aveva conservato qualche soldino per il corredo quando andò a cercarli per darli a mia madre il nonno li aveva già speso al bar e quello fu tutto ;la nonna pianse inutilmente , i mei genitori una mattina si alzarono e così vestiti andarono in chiesa a sposarsi da soli , trovando per strada due testimoni , era tempo di guerra nessuno si stupiva , anche se mia madre mi diceva che tante sue amiche si erano sposate con piu' dignità.
Dalla sera alla mattina furono cacciatri di casa , la mamma aveva un gran pancione , le bombe cadaveno , pippo che annunciava i bombardamenti girava costringendo tutti di notte a correre nei rifugi di emergenza .
Comunque trovarono una stanza in una casetta sotto la rocca di meldola , una nonnina dolce tenera che fece di tutto per accogliere i miei , il giorno del trasferiemnto nella sua casa lei aspettava che arrivassero i mobili invece arrivo' un lettino singolo di ferro datogli dai tedeschi , e un armadietto , i mei non avevano altro che un fornello a carbonella , non un piatto, non un bicchiere , senza parlare della biancheria e dei vestiti, nulla di nulla avevano , la nonnina rimase stupita ma poi vedendo mia madre si commosse , lei che era vedova senza figli probabilmente vide in mia madre una figlia e l'aiuto' procurandogli il necessario per sopravvivere mia mamma ricordava giorni interi fuori incortile col fornello a carbonella a cuocere patate , fagioli , si mangiava quel poco che passava la tessere annonaria .
Visto che non avevano un letto matrimoniale mia mamma dormiva vista la pancia sul letto , mio padre steso in terra ai suoi piedi, non so propio immaginare che vita fosse .
Inoltre mia padre che non aveva lavoro si iscrisse al sindacato fascista , cosa che gli ha sempre ripugnato , ma era l'unico modo per portare a casa un po' di moneta , mio padre Franco aveva il dono di saper fare di tutto in qualche modo riusciva a guadagnare .
quando di notte arrivava Pippo scappavano nel rifugio, mio padre faceva vestire mia mamma con abiti maschili perchè si diceva che arrivava gente senza scrupoli che violentavano le donne, una notte che si blocco' la porta di casa non riuscirono a scappare si abbracciarono convinti che sarebbero morti così giurandosi eterno amore .
Di notte raccontava mia mamma sentiva gli urli della gente torturata , urla strazianti , sparirono in quel periodo tanti conoscenti , per anni sentivo racconti dopo la fine della guerra fatti da mia madre e dalle sue amiche ,quando alla sera si andava a trebb, scaldate da un vecchio camino o dalla stufa a legna , mi dicevo mai piu' guerre , mai piu' dolore e sofferenza, non sapevo da piccola che sognavo un mondo utopico , che l'uomo avrebbe sempre creato le condizioni per fare guerre .
Io sono nata nella notte fra il 28/e 29 / Marzo/ del 1945 , in quel lettino di ferro assistiva mia mamma l'ostetrica , mio padre e la nonnina che mia madre ormai considerava sua madre e che io ho sempre chiamato nonna .
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