Vorrei parlare di come le case erano illuminate , pochi allora a si parla degli anni 46 47 48 49 50 , esattamente a 5 anni dalla fine della ultima guerra molte case erano prive di corrente elettrica,non parliamo poi del telefono , dell'acqua corrente , degli impianti a gas , si cucinava sulla stufa a legna , i pochi privilegiati avevano la bombola con fornello, comunque noi avevamo un lume a petrolio e qualche candela , si vivena con una luce fioca quandi si andava a letto molto presto, in casa mio padre aveva costruito una radio a galena per avere le notizie , questo era stato possibile perchè aveva fatto una scuola superiore all'Aquila da marconista percio' in grado perfettamente di costruire un oggetto che trasmetteva , e riceveva si ascoltava con le cuffie , non aveva l'aspetto di una radio vera e propia , insomma era un oggetto per grandi ma io ero incoriosita sentire una voce che parlava .
Da piccola mi sentivo felice avevo il mio babbo , la mia mamma mi sentivo protetta , vivevo coi nonni ma non ho mai avuto la senzazione che mi amassero, probabilmente la loro vita era così complicata che non avevano tempo per le coccole , non ricordo carezze , era un rapporto distaccato .
In casa col nonno si facevano molte discussioni , soprattutto con mio padre , e con mia madre che metteva tutto a tacere , quando mio padre alzava la voce mia madre zitto zitto. .
Nel frattempo anche la zia Argia sorella di mia madre era venuta ad Argenta precisamente verso le valli di campotto in una zona la "Tarlazza" mio zio era stato assunto per fare il mezzadro , in una casona rossa e grande con una immensa aia davanti ,dietro una stalla grande e sopra un grande fienile e tanta tanta tanta terra .
Finito l'asilo del 5 anno la mia famiglia si trasferi' nella casa rossa , mio padre era stato assunto nella Bonifica Renana allora era statale ,percio' un lavoro fisso , mia mamma andava in campagna con la sorella e noi cugini a casa padroni di tutto.
Allora c'erano Erislio , Lina, Ave e Antonio , facevamo scorribande tutto il giorno , l'importante per me spazzare casa fare il letto e lavare i piatti al fiume , se per giocare mi dimenticavo, quando vedevo spuntare mio padre correvo come una lepre per rimediare alla marachella.
La vita in campagna era bella spensierata in grande libertà , lì è nata la mia indipendenza , la campagna ci dava di tutto frutta ortaggi, il resto veniva fatto in casa , polli , galline, conigli , vedere nascere i pulcini , i conigli era un grande divertimento , quando non bastava mia mamma arrivava dal mercato con tanti pulcini tenerei se mi concentro ne sento il pigolio e il pelo morbido , i maialini da ingrassare per macellarli in casa nella stalla ,.
Un volta all'anno in inverno arrivava il macellaio mio padre e mio zio uccidevano lo stesso giorno un po di nascosto per non pagare il dazio , ma la nostra casa era cosi' isolata che non c'era pericolo che arrivasse qualcuno almeno che non vi fosse una spiata , il primo vicino era a tre km avevamo tutta la libertà possibile.
Si uccideva il maiale e le donne raccoglievano tutto il sangue col quale in seguito si faceva un dolce "sanguinaccio" poi con acqua bollente si lavava il maiale si toglievano tutti i peli e ci si avviava alla macellazione , tutti si lavorava grandi e piccoli , le donne invece si organizzavano per preparare il pranzo per la truppa , era un piacere vedere trasformare il maiale in prosciutti, salcicce, salcicce matte , coppe , cotechini , ciccioli ahh ahha che buoni i ciccioli , pancia mia fatti capanna
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