Per dare un tempo ai mei ricordi , altrimenti non capisco a quale periodo mi riferisco posso dire che da Meldola sono partita verso i cinque anni , infatti i miei ricordi risalgono a quel periodo.
La casa ad Argenta era molto piccola , come sempre noi eravamo in un unica stanza di piu' credo non si potesse , i mie nonni ne avevano due una che fungeva da camera da letto e cucina e una dove dormivano gli zii , Ricordo una casa buia , piena di mobili vecchi , il letto dei nonni di ferro aveva i materassi fatti con le pannocchie di grano turco , i materassi avevano una fessura al centro dove al mattino con una mano si muovevano le foglie il materasso gonfiava ,gonfiava sembra altissimo , poi con la notte le foglie si appiattivano e si finiva di dormire quasi sulla rete .
Ovviamente non esisteva il bagno , per i bisogni di giorno c'era una latrina in cortile , che consisteva in un buco puzzolente coperto da un asse con un buco al centro , descriverlo adesso sembra una cosa terribile ma allora era per tutti così non ci si faceva caso, la notte si faceva la pipi' nel vaso da notte il "pitale" nella notte si sentivano i vari componenti che facevano la pipi' a noi bambini quando avevamo la febbre era concesso anche di farci la cacca .
Per scaldare il letto d'inverno cera un aggeggio di legno concavo chiamato prete al centro un tegame con tizzoni ardenti chiamato suora , un'ora prima di andare a letto si metteva il prete , poi al momento si sfilava velocemente e via veloci nel letto caldo , non c'erano piumini e il letto si raffreddava velocemente , poi col passare degli anni dalla materrassaia ci si faceva cucire una coperta imbottita di lana e già era un bel successo , il naso si raffreddava comunque ma il corpo rimaneva bello al calduccio
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