I miei primi vestiti così come le camice di mio padre furono fatti con la tela dei bengala , una sorta di parracaduti di stoffa che scendevano dal cielo per segnalare le zone da bombardare , mia madre diceva che erano di una stoffa resistente , bianca , non c'erano fronzoli, e coccarde varie l'inportante era la concretezza.
Nonna Ida così si chiamava la piccola nonna che ci aveva accolto in una stanza della sua casa , era una donna molto pia pregava molto, era vedova senza figli , una persona che sapeva donare amore , molte volte alla domenica ci accoglieva in casa per prepararci i famosi tortellini , e ciambella.
Quando pioveva soprattutto quando c'erano lampi e tuoni lei accendeva l'incenso nel cortile , diceva che serviva per proteggere il raccolto dalla grandine insomma che teneva lontano gli spiriti maligni e mentre accendeva pregava , la coroncina era la sua compagna di vita une fede semplice concreta esattamente come era lei.
Anche quando la mamma e il babbo se ne andarono ed io con loro nel ferrarere per cercare lavoro , sempre siamo tornati a Meldola in occasione della festa della Madonna del popolo , accolti da nonna Ida come dei figli e nipote .
In quelle occasioni mia mamma si ritrovava con tutte le sue amiche del paese e li' alla sera le storie erano tante noi bambini a bocca aperta ad ascoltare , in genere storie drammatiche che ricordavano la guerra gli amici torturati e morti, oppure i dispersi ,quelli che non erano piu' tornati dal fronte Russo, i martiri della nostra terra di romagna che ne ha fatti tanti , si raccontavano storie di vedove con figli piccoli orfani costrette alla fame , di quanto il fascismo avesse lasciato dolore e morte , perseguitato gente , si sapeva dei tanti che avevano fatto bere l'olio di ricino come tortura per una confessione in genere volevano sapere se erano partigiani o amici di partigiani , piu' si avvicinava il fronte la guerra era sempre piu' aspra , i nemici erano tanti , tedaschi fascisti imboscati era difficile capire da chi difendersi .
Questi racconti postumi avevano il sapore di una favola , una leggenda ma che mi ha cresciuto nella convinzione che il fascismo era il male , anche se mia mamma nella sua semplicità ha sempre detto il giorno dopo della fine della guerra non si trovavava piu' un fascista in giro , c'erano tutti ma rinnegavano la loro provenienza , così il potestà trovo' un lavoro onorevole così via via tutti i caporioni si sistemarono eccetto quelli che furono prelevati dai partigiani e fatti sparire , ma a detta di mia madre erano stati dei veri torturatori , e le torture erano terribili , strappavano le unghie, i denti, erano veri e propi carnefici .
Sono anche convinta che le amicizie fossero vere amicizie , la guerra aveva creato una sorta di frattellanza che resisteva nel tempo , c'era solidarietà aiuto concreto condivisione , se si era in difficoltà si trovava sempre aiuto , un aiuto fatto di cose semplici , anche fare il pane insieme poi portarlo al forno a cuocere , un profumo che se mi concentro ne risento l'odore e il sapore .
Il legame è durato per sempre solo la morte le ha divise , è rimasta un' unica amica di mia mamma che di tanto in tanto mi telefona par salutare e ricordare il legame , ne parla come di un mondo paradisiaco fatto di amicizia vera . Insieme si compravano la stoffa per farsi un vestito , puntualmente fatto dalla sarta , un vestito per la domenica , la scelta della stoffa era minuziosa , se era per l'inverno doveva essere di lana , percio' per capirlo bene si andava al negozio si prendeva un filo e gli si dava fuoco , se rimaneva uno stoppino come un carboncino era di lana allora andava bene , il vestito poi si metteva esclusivamente alla domenica per andare in paese a prendere il gelato , oppure alla sera per andare al cinema con me e il babbo, mia mamma amava il cinema e credo di essermi vista tutti i films dell'epoca , da riso amaro, via col vento ecc ecc in genere ritornavo sulle spalle del mio babbo addormentata.
Anche le maglie si facevano dalla magliaia , era tale la paura rimasta che tutto doveva durare anni , le maglie per noi piccoli avevano tanti risvolti, le calze piegate sotto per usarle anche quando il piede cresceva , il risultato era poi che quando andavano bene erano tutte rammendate , i capportti si rivoltavano, percio' quando si seglieva una stoffa doveva essere bella anche al rovescio non si sa mai poteva essere rivoltata e essere ancora bella, infatti sentivo mia madre che diceva "Franco guarda è bella anche al rovescio prendiamola questa va bene"
Io il mio primo cappitto rosso quando fu disfatto mi fecero un giaccone che portai ancora per due anni evviva io mi stimavo molto .
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